Estate 2022, ritorno dei concerti live: come è andata?
Prevedere come sarebbe andata, per quanto riguarda i concerti, l’estate 2022 era un qualcosa di difficilissimo. Anche se, comunque, delle avvisaglie c’erano già state nel senso che, comunque, le prenotazioni c’erano e le persone avevano una grandissima voglia di stare insieme, nonostante i problemi che erano derivati dal lungo periodo di lockdown.Ma in termini numerici, come è andata? Andiamo a vedere nei dettagli.
Poche disdette
Andiamo dritti al punto: era legittimo pensare che, magari, dopo il blocco dettato dalle misure anti Covid-19 del 2020 e del 2022, le persone avessero potuto disdire qualche concerto. In realtà, però, a conti fatti e in termini di percentuale, sono davvero pochi quelli che hanno rinunciato a vedere il proprio artista preferito.Infatti, nell’estate 2022, numeri alla mano, c’è stato un vero e proprio record. A Roma, ad esempio, sono stati venduti 2 milioni di biglietti mentre a Milano siamo sul milione e mezzo. Numeri da capogiro, considerando che una cospicua parte è venuta fuori città per assistere finalmente a quell’evento che aspettava da tanto tempo.
Se, ovviamente, non si possono fare paragoni né con il 2020 e neppure con il 2021, però un raffronto con il 2019 si può fare tranquillamente: ebbene, il numero di presenze è stato superiore del 40%. Come se, praticamente, in due mesi si fossero concentrati tre anni di concerti.
Misure anti Covid-19 praticamente assenti (ed è stato un bene)
Se alcuni settori prettamente on line come le slot chicken drop erano ripartiti da tempo, c’erano forti dubbi su tutti quegli eventi in cui si necessitava la presenza fisica. Ebbene, uno dei motivi che ha portato al record di presenze è stato certamente il (quasi) annullamento delle misure anti Covid-19.A dispetto di tutti coloro che temevano un nuovo picco, un boom di contagi, ospedalizzazioni e chi più ne ha più ne metta, non c’è stato nulla di tutto questo. E, anzi, per quanto possibile, l’abbattimento del divieto di mascherine all’aperto, della misurazione della temperatura ha reso più celere e migliore l’organizzazione dei concerti che, come si è visto, prevedevano dei numeri altisonanti.
Questo ha portato un ulteriore vantaggio: la programmazione. Del resto, ci sono già numerosi eventi organizzati nel 2023 ed è un segnale non certamente trascurabile poiché vuol dire che il peggio è passato e c’è già la voglia di ricominciare.
Usare la tecnologia per accelerare i tempi
In questi due anni, inoltre, si è fatto un gran parlare dell’ambiente e, quindi, gli organizzatori dei concerti non sono stati certamente con le mani in mano ma, anzi, hanno cercato quanto più possibile di utilizzare la tecnologia per accelerare i tempi.Ad esempio, niente più obbligo del biglietto cartaceo ma un QR Code è stato più che sufficiente. Per non parlare, poi, dell’eventuale assistenza online e della diffusione via social dei vari eventi che si sono tenuti.
Senza, però, tralasciare un aspetto fondamentale che rende il concerto un evento unico: nessun mezzo di comunicazione potrà mai sostituire la persona.
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